lunedì 2 febbraio 2009

INIZIA LA MATTANZA!

Il 26 maggio 2007, pubblicavamo su questo blog l’articolo “CORSI SERALI: UNA MORTE ANNUNCIATA”; era una delle primissime prese di posizione in difesa delle Scuole Serali Pubbliche in cui mettevamo in evidenza il pericolo della letterale abolizione, dopo una lenta agonia, di un SERVIZIO PUBBLICO al SERVIZIO di fasce deboli di cittadini.
Nello stesso articolo, mettevamo in guardia, oltre che sulla malsana proposta riorganizzativa dell’istruzione degli adulti, anche sui modelli didattici agognati, basati sulla sperimentazione POLIS, che, con l’inaccettabile drastica riduzione delle ore curricolari (a nostro avviso ma anche alla luce dei risultati già prodotti da questa sperimentazione) avrebbe trasformato gli attuali Corsi Serali in DIPLOMIFICI della peggiore specie con il risultato che la VERA CONOSCENZA sarebbe diventata appannaggio solo di chi, PAGANDO, avrebbe potuto accedere a corsi più qualificanti ma PRIVATI. Denunciavamo, in pratica, il pericolo di una sostanziale rinuncia da parte di questo Stato ad offrire una seconda seria opportunità di riqualificazione ai suoi cittadini più deboli, vero e proprio TRADIMENTO, verso costoro, PER TRENTA DENARI!
Da allora sono seguiti appelli, incontri, conferenze, lettere aperte, ecc., abbiamo incontrato politici e personalità che, a parole, ci hanno dato pure ragione e promesso la MASSIMA ATTENZIONE su questi temi.
Oggi, INIZIA LA MATTANZA!, sappiamo che “a Genova si abbatte la scure sulle scuole serali, spariscono dodici corsi serali nelle dodici scuole superiori della città e della provincia, dal prossimo settembre. Al loro posto, tre grandi centri, di nuova formazione, ognuno dei quali con circa 1200 studenti...” ed inoltre, siamo a conoscenza, del parere favorevole concesso dal Ministero su una richiesta di consentire,in Piemonte, la partecipazione a studenti POLIS agli Esami di Stato come candidati interni all’Istituto frequentato, “...solo per quest’anno scolastico in quanto dal prossimo partirà la riorganizzazione” lasciando palesemente intravedere che il POLIS potrebbe divenire SISTEMA.
Ci avevano promesso, in più occasioni (sia con il vecchio che con il nuovo Governo), che ci avrebbero almeno ascoltato “come addetti ai lavori” (eppure proposte serie le avevamo formulate) ed invece PROSEGUONO DRITTI, IMPERTERRITI, SORDI ED INDIFFERENTI! Questi del Nuovo Governo ancora più SORDI di Quelli del precedente!
NOI NON MOLLIAMO! Continueremo a difendere il nostro lavoro, contro il criminale tentativo di uccidere i Corsi Serali!!! Cominciando a tenerci pronti ed organizzati per future iniziative di lotta.

Nazzareno Corigliano, presidente del Coordinamento nazionale per la difesa e la promozione delle scuole serali pubbliche

lunedì 8 dicembre 2008

BARI: ADESIONE DEL COORDINAMENTO ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE

La direzione del coordinamento nazionale per la difesa e la promozione delle scuole serali pubbliche, dissente "totalmente" dai provvedimenti sino ad ora dichiarati dal Ministro Gelmini, pertanto, aderisce - ed invita ad aderire chiunque sia raggiunto da questo comunicato - allo sciopero generale previsto per il prossimo venerdì 12 dicembre.

domenica 23 novembre 2008

UN GOVERNO DI PARTE: SPRECONE CON I RICCHI E AVARO CON I POVERI.

a cura di Domenico Piperis

Quando scrissi, a conclusione del mio articolo del 9/08, che i colleghi avrebbero dovuto tenersi pronti per reagire ai possibili attacchi alla scuola serale pubblica da parte del governo Berlusconi, fui facile profeta ma, allo stesso tempo, troppo ottimista sulle reali intenzioni del Governo.
Difatti, disincantatamente, ho creduto che l’impaziente smania di far cassa del Governo si dovesse riversare solo sulla scuola serale pubblica, ma…mi sono sbagliato perché il suo obiettivo è ancor più pretenzioso: il Governo intende colpire l’intero settore dell’Istruzione pubblica perché, a suo dire, è quello dove gli sprechi sono così diffusi da essere diventati insostenibili per la finanza pubblica. Il “suo dire” è un’assurdità, che come tale è smentito dalla realtà fattuale: da diversi anni la scuola è un settore che viene finanziato sempre di meno! Esempio ne sono gli stipendi degli operatori che, col passare del tempo, diventano sempre più scarsi!
Stando così i fatti, senza ombra di dubbio il Governo crede che ormai la scuola pubblica non interessi più ad alcuno…Confida in questo alla luce del riuscito “appiattimento” del livello culturale italiano in questi ultimi 14 anni, portato avanti con maniacale insistenza da certi organi di stampa e dalla tv commerciale mediante effetti narcotici sulle menti e sulle coscienze dei cittadini. Il governo è convinto che: la scuola non sia più percepita come una necessità dai cittadini grazie a questa “campagna disinformativa e deresponsabilizzante” che è stata esercitata tacitamente e indirettamente dai giornali e dalla tv, nei quali, prendendo spunto da deprecabili ma circoscritti fatti di bullismo (così alimentando un becero qualunquismo), la scuola è stata bollata come covo di fannulloni e di impreparati professionalmente.

Ed infatti, senza mostrare il benché minimo ripensamento, il governo ha attentato alla scuola pubblica che è da sempre la concretizzazione degli ideali democratici e civili di cui il popolo necessita.

Ma, con loro grande spiacevole sorpresa, gli scioperi del 30/10/08 e del 14 u. s. hanno smentito le loro aspettative poiché c’è stata una massiccia e motivata partecipazione non solo degli operatori scolastici ma anche dei cittadini.
Dopo questi scioperi, le antenne rilevanti gli umori del popolo (…delle libertà e non), forse da un po’ inutilizzate, hanno ripreso a funzionare e se prima il governo dichiarava con insolenza che non si sarebbe fatto condizionare dalla piazza, subito si è smentito affermando precipitosamente che la legge 6 agosto 2008 n. 133 poteva essere rivista (sembrava strano, infatti, che uno come Berlusconi giungesse a non ascoltare la voce del popolo che lo aveva eletto così generosamente). Anche Tremonti, il ministro del rigore economico, è stato costretto a moderare le sue pretese di “risanamento” finanziario. La Gelmini, da parte sua, chiedeva di incontrare i sindacati e chiedeva di sospendere lo sciopero del 14 novembre scorso.

Abbiamo assistito e stiamo assistendo a un bel teatrino.

Il governo di centrodestra è abile e giustifica le sue scelte politiche con la difficile situazione economica interna e internazionale:

1) La crisi finanziaria dei paesi occidentali che ha investito le banche anche del nostro paese (i cui capitali investiti all’estero sono sfumati in operazioni finanziare dubbie) e la conseguente proposta di aiutare quelle in difficoltà trasferendo loro denaro pubblico per garantire i “piccoli risparmiatori”.
2) Il fallimento dell’Alitalia, i cui debiti saranno appianati col denaro pubblico (2,3 miliardi di euri).
3) Le difficoltà finanziarie delle imprese che con Confindustria chiedono di istituire un fondo di garanzia (utilizzando ancora denaro pubblico) a loro sostegno.

Per tamponare la crisi, il governo deve trovare risorse e sceglie la scuola come vittima sacrificale.

In altre parole hanno trovato il modo più semplice per scaricare sulle spalle della comunità i debiti acquisiti: a) dalle banche, per le loro fallimentari operazioni speculative; b) dall’Alitalia, per la sua gestione disastrosa; c) dalle imprese, per l’atavica incapacità di non saper competere nel mercato globale.

Devo dare atto a questo governo di avere messo a nudo una politica che, in verità, era già stata iniziata, e non tanto velatamente, anche dal governo Prodi (non dimentico, restando in tema scolastico, il famigerato art. 1, comma 632 della legge 296/06, legge finanziaria 2007, approvato dall’ultimo governo di centrosinistra).
Questo governo però ha fatto di più, molto di più: ha tentato di inferire il colpo finale, lasciando cadere la maschera populista che lo contraddistingue, bersagliando in modo forte e deciso tutto ciò che la scuola rappresenta in termini di democrazia, partecipazione, emancipazione, progresso, riscatto sociale, integrazione culturale.

Ecco le “soluzioni” trovate dal governo per reperire soldi:
- istituzione degli IDA (leggi riduzione selvaggia degli organici dei corsi serali e CTP e loro utilizzazione nelle scuole del mattino a coprire i posti che si renderanno via via vacanti a causa dei pensionamenti);
- blocco del turn-over;
- reintroduzione del maestro unico;
- riduzione degli organici;
- incremento degli alunni per classe;
- riduzione delle ore curricolari negli IPSIA e ITIS;
- accorpamento di alcune classi di concorso soprattutto negli IPSIA e ITIS;
- riduzione dei finanziamenti alle università e alle scuole;
- abolizione di corsi di laurea marginali (?);
- detrazione dalla busta paga di una quota (obolo) di stipendio per il primo giorno di malattia (questa misura è stata spacciata come un metodo per aumentare la produttività nel pubblico impiego).
E, per ora, mi limito a questo elenco incompleto.

Per far accettare e far passare tali provvedimenti impopolari, il governo Berlusconi astutamente ha pensato di decentrare l’attenzione da essi mettendo in scena una serie di altri provvedimenti che li offuscassero, facendoli passare così in secondo piano. Approfittando del clima favorevole, il governo ha creduto bene di diffondere anche del “sano” autoritarismo per far capire che, ormai, nella scuola “la ricreazione era finita” (parole della Gelmini).
Si spiegano così le proposte (alcune ancora da approvare) anacronistiche, classiste e xenofobe seguenti:

- reintroduzione del voto in condotta;
- reintroduzione degli esami di riparazione;
- l’obbligo delle divise scolastiche nella scuola primaria;
- il 5° anno di orientamento non obbligatorio negli ITIS per l’accesso all’università;
- denuncia per chi occupa le scuole;
- reclutamento degli insegnanti di scuola primaria su base provinciale e non nazionale;
- reclutamento regionale di tutti gli insegnanti;
- le classi ponte per gli extracomunitari.

I cittadini che hanno manifestato il 30 ottobre e il 14 novembre scorsi, hanno dimostrato che la scuola pubblica è un bene prezioso per la società civile, un bene inalienabile. Il governo deve capire che non si gioca con il futuro dei giovani, che non si gioca con le aspettative e i sacrifici di tanti lavoratori che hanno scelto e scelgono di ritornare tra i banchi, che non si gioca con la fiducia riposta dai cittadini nelle istituzioni democratiche. Il governo dovrebbe rappresentare ogni singolo cittadino…e il cittadino sentirsi appieno rappresentato da esso…ma il primo, ora come ora, rappresenta solo se stesso ed i propri interessi, schiacciando e calpestando, ideologicamente e non solo, quelli dei cittadini.

Per tutto questo non cessiamo di vigilare, partecipiamo compatti ad ogni iniziativa a difesa della democrazia e della scuola. Qui la scuola è emblema di democrazia, e come tale va difesa.

(Non chi deve comandare, ma come controllare chi comanda: è questo il problema della democrazia. Karl Popper)

Domenico Piperis,
docente coordinatore di una Scuola Serale e membro della Direzione del Comitato per la difesa e la promozione delle Scuole Serali pubbliche

sabato 18 ottobre 2008

BARI: IL COORDINAMENTO ADERISCE ALLO SCIOPERO NAZIONALE DEL PROSSIMO 30 OTTOBRE

A seguito delle ultime decisioni intraprese dal Ministro della Pubblica Istruzione, il coordinamento nazionale per la difesa e la promozione delle scuole serali pubbliche, non condividendo i provvedimenti dichiarati, aderisce allo sciopero nazionale della scuola previsto per il prossimo giovedì 30 ottobre, e preannuncia la partecipazione di una propria delegazione alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma in tale giornata.

venerdì 19 settembre 2008

RASSEGNA STAMPA: DALLA GAZZETTA DI REGGIO

Trovati i fondi necessari al Russell anche le «serali»
la Gazzetta di Reggio — 17 settembre 2008 pagina 24 sezione: PROVINCIA
GUASTALLA. Sono finalmente tranquilli gli iscritti ai corsi serali professionali del Russell a Guastalla: potranno continuare i loro studi, dopo i rischi di sospensione per mancanza di fondi di cui si parlava a fine agosto. Dopo l’allarme lanciato dagli studenti attraverso la Gazzetta, il mantenimento dei corsi si è reso possibile grazie all’impegno di Vincenzo Aiello, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, e soprattutto degli insegnanti interni del Russell. Agli iscritti dello scorso anno è stato comunicato che in questi giorni saranno convocati per organizzare le attività del nuovo anno scolastico: restano da definire i giorni di lezione in base agli impegni di lavoro degli studenti, ma le lezioni inizieranno certamente entro fine mese. (g.m.)