sabato 10 marzo 2012

IN MEMORIA DI ELIO PAGLIARANI

É morto il poeta Elio Pagliarani. Aveva 84 anni.

Apparteneva al Gruppo ‘63 ed era tra i fondatori della Cooperativa di scrittori.

La sua poesia ha sempre affrontato temi realistici, dal lavoro, all’economia, alla vita delle classi subalterne.

Aveva insegnato alle serali.

Lo ricordiamo con questa sua poesia del ‘53.



I GOLIARDI DELLE SERALI IN QUESTA NEBBIA

I goliardi delle serali in questa nebbia

hanno voglia di scherzare: non è ancora mezzanotte

e sono appena usciti da scuola

«Le cose nuove e belle

che ho appreso quest'anno» è l'ultimo tema da fare,

ma loro non ti danno pensiero, vogliono sempre scherzare.

Perché il vigile non interviene, che cosa ci sta a fare?

È vero però che le voci sono fioche e diverse, querule anche nel riso,

o gravi, o incerte, in formazione e in trasformazione

disparate, discordi, in stridente contrasto accomunate

senza ragione senza necessità senza giustificazione,

ma come per il buio e il neon è la nebbia che abbraccia affratella

[assorbe inghiotte,

e fa il minestrone

e loro ci sguazzano dentro, sguaiati e contenti

- io attesto il miglior portamento dei due allievi sergenti,

il calvo in ispecie, che se capisce poco ha una forza di volontà

militare, e forse ha già preso il filobus.

Quanta pienezza di vita e ricchezza di esperienze!

di giorno il lavoro, la scuola di sera, di notte schiamazzi

(chi sa due lingue vive due vite)

di giorno il lavoro la scuola di sera, - non tutti la notte però fanno

[i compiti

e non imparano le poesie a memoria, di notte preferiscono fare schiamazzi,

nascondere il righello a una compagna

e non fanno i compiti

- ma non c'è nessuno che bigi la scuola

sono avari

tutti avari di già, e sanno che costa denari denari.

martedì 28 febbraio 2012

L’APORIA DELLA SCUOLA SERALE: TRA RIFORMA GELMINI E RIFORMA DEI CPIA

A cura di Domenico Piperis *

La recente pubblicazione delle Linee guida per il secondo biennio e l’ultimo anno di ITI e IPIA, finalizzata all’applicazione del riordino dell’istruzione secondaria di 2° grado, ha riacceso una disputa che, lungi dall’esser superata, ha invece nuovamente coinvolto gli istituti sedi di corsi serali del Nord e del Sud. Questa disputa verte interamente sulla questione dell’applicazione della riforma Gelmini ai trienni dei corsi serali che sono oggetto della riforma dei CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti).

Questa questione non è di poco conto poiché i corsi serali -che attuano i progetti di sperimentazione “Sirio” (per gli istituti tecnici) e “Aliforti” (per gli istituti professionali)- a causa di essa hanno rischiato di scomparire; occorre soltanto ritornare un po’ indietro nel tempo, più precisamente al periodo compreso tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, perché tutto ciò balzi agli occhi inequivocabilmente.

In tale periodo le scuole secondarie di 2° grado cominciarono a organizzarsi in vista dell’applicazione della riforma Gelmini alle classi prime del mattino ma non era loro ancora chiaro se bisognasse applicarla anche alle classi prime dei corsi serali poiché quest’ultimi erano in attesa della riforma che specificatamente li riguardava e che invece tardava a venire alla luce. I dirigenti scolastici quindi si rivolsero al MIUR per chiarimenti. Il MIUR, nella persona del dott. Giuseppe Cosentino, ex capo Dipartimento per l'istruzione, rispose che nelle more dell'approvazione del Regolamento concernente i CPIA (Norme generali per la ridefinizione dell’assetto organizzativo didattico dei Centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133), anche i bienni dei corsi serali Progetti “Sirio” e Aliforti” avrebbero dovuto far riferimento ai nuovi ordinamenti della scuola secondaria superiore (v. Nota prot. 2665 del 31-08-2010 di risposta a quesiti di alcuni dirigenti scolastici http://www.orizzontescuola.it/node/11253), quindi procedere all’applicazione della riforma Gelmini.

Lo stupore tra i docenti interessati fu così grande che smisero di parlarne soltanto dopo un tempo abbastanza lungo.

Nell’anno scolastico 2010/2011, alcuni dirigenti (non si sa quanti siano stati), pur in mancanza di un provvedimento autorizzativo, hanno ugualmente, per eccesso di zelo, applicato la riforma. Altri, invece, no sia perché di complessa attuazione (poiché l’operazione doveva essere fatta a costo zero) sia perché ciò avrebbe implicato l’abolizione graduale delle sperimentazioni Progetti "Sirio" e “Aliforti” che hanno contribuito tantissimo al rilancio dell’istruzione degli adulti (questo è avvenuto grazie all’adozione di metodi didattici - organizzativi innovativi come la didattica modulare, la didattica per classi aperte, il sistema di crediti e debiti formativi per l’ammissione ai corsi, la flessibilità organizzativa, ecc.). Nel corrente anno scolastico, quegli stessi dirigenti che l’anno scorso avviarono la riforma nelle classi prime hanno continuato logicamente ad applicarla alle classi seconde: tutto lasciava loro pensare che pure nel successivo anno scolastico nelle classi terze si sarebbe continuato a fare la stessa cosa. Ma qui il colpo di scena: il MIUR ha negato di fatto la possibilità di continuare ad applicare la riforma nel triennio dei corsi serali, smentendo così sia i dirigenti che l’avviarono nel primo biennio sia di conseguenza la nota del dott. Cosentino.

Oggi, a distanza di quasi due anni, è giusto interrogarsi circa quali ragioni convinsero il dott. Cosentino a diramare la sua famigerata nota.

Pur trovando la risposta, credo che difficilmente con essa riusciremmo ad allontanare dalla coscienza il sospetto che si sia voluto gettare l’IDA nel caos avendo preso atto che il Regolamento sui CPIA, sia per le condizioni economiche mutate del Paese sia per la dirompente politica di riduzione degli organici già attuata dal Ministero, era di incerta promulgazione.

Difficilmente il progetto nei confronti dell’IDA può essere supposto diversamente giacché altrimenti non si spiegherebbe perché il MIUR quest’anno non ha permesso alle scuole che avevano avviato la riforma nell’a.s. 2010/11 di poterla proseguire anche nel 2012/13.

Comunque sia, il riordino dell’IDA, secondo le regole in vigore nei corsi del diurno, al momento è stato evitato e i corsi serali hanno potuto continuare a operare secondo i previgenti ordinamenti.

Oggi, tuttavia, allontanato il pericolo d’involuzione per i corsi “Sirio” e “Aliforti” si prospetta forte per essi il rischio di un futuro d’oblio.

La domanda allora è se i CPIA servono davvero per potenziare l’IDA.

Prima di dare una risposta a questa domanda, faccio brevemente il punto della situazione.

Da una parte ci sono Regioni che anticipano l’istituzione di un certo numero di CPIA in quanto sicure che l’approvazione del Regolamento sia solo una questione di tempo (la Regione Puglia, per esempio, ne ha istituiti tredici in tutta la Regione e ne ha previsti soltanto quattro per la provincia di Bari -due a Bari, uno ad Altamura e uno a Monopoli- i quali, pensate un po’, svolgeranno il lavoro di ben 50 Corsi serali e 15 CTP http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=1.htm&anno=xlii&num=93); dall’altra c’è il MIUR che per ora pare non abbia interesse a occuparsi delle scuole serali.

Le ragioni del disinteresse del MIUR si rintracciano nella riuscita riduzione numerica degli organici dei corsi serali mettendo da parte i CPIA, ma anche forse nel fatto di essersi reso conto dell’inadeguatezza e del rischio di un’involuzione burocratica degli stessi.

L’inadeguatezza dei CPIA si percepisce già dall’iter assai travagliato che il Regolamento ha subito nella VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera prima di essere approvato con una maggioranza risicata (si riportano qui di seguito i link dei resoconti delle relative sedute http://www.camera.it/453?shadow_organo_parlamentare=1500&bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201011/1110/html/07#158n1 e http://www.camera.it/453?shadow_organo_parlamentare=1500&bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201011/1110/html/07#154n1), ma anche dalla tipologia delle attività formative, numericamente assai ridotta, a loro assegnate.

Il rischio d’involuzione burocratica dei CPIA si coglie dal fatto che la finalità principale della legge istitutiva è il contenimento della spesa pubblica da attuarsi nelle scuole serali attraverso lo scrupoloso controllo degli organici. Tale rischio poi si coglie in modo altrettanto chiaro in una delle ultime proposte (informali) di modifica del Regolamento dove si dichiara che i corsi serali -intendendo con ciò solo i trienni poiché i bienni confluirebbero con i CTP nei CPIA- devono essere “incardinati” alle scuole d’appartenenza; da ciò consegue che se l’obiettivo della proposta è la tutela delle risorse umane professionalizzate dei corsi serali allora la burocratizzazione dei CPIA è davvero un rischio concreto.

In definitiva, i CPIA non serviranno a potenziare l’IDA essendo fatalmente destinati all’insuccesso. In questo contesto, i sindacati FLC, CISL Scuola e Uil Scuola sono gli unici ad essere preoccupati per il destino dei CPIA (vedi per esempio: http://www.flcgil.it/attualita/eda/approvazione-regolamento-dei-centri-per-l-istruzione-degli-adulti-un-ritardo-inquietante.flc) ma più per ragioni strumentali che per vero interesse essendo il loro vero obiettivo quello di legare l’IDA alla formazione professionale regionale dove la fanno da padrone (a questo proposito è molto illuminante lo scandalo IAL-CISL in Abruzzo nel 2011 http://abruzzo.indymedia.org/article/6820).

Ritengo fermamente che, una volta avviati i CPIA, l’istruzione degli adulti finirà in una farsa ed è solo al fine di evitare questo rischio -e non per conservatorismo- che tento di proporre i seguenti obiettivi:
  1. La cancellazione del comma n. 632 dell’art.1 della Legge 27 dicembre 2006 n. 296 che ha istituito i CPIA (legge finanziaria del 2007 che persino il senatore a vita Giulio Andreotti ha bollato come una “finanziaria da supermarket” -intervista al Corriere della Sera del 16 dicembre 2006, pag. 2) e del relativo D.M. 25 ottobre 2007;
  2. Una riforma che nell’ottica del lifelong learning collochi sia i CTP sia i Corsi serali “Sirio” e “Aliforti” tra le risorse qualificanti e imprescindibili delle scuole, ne promuova l’istituzione e ne potenzi l’attività con mirati finanziamenti.

Oggi che il nostro Paese sta attraversando una fase di recessione economica, la scuola serale può rappresentare per la società un forte elemento di sviluppo e, nello stesso tempo, per i cittadini un servizio decisivo per la loro crescita personale e professionale. Perciò chiedo con convinzione al Governo di aprire una nuova stagione di riflessione sulla scuola serale che riconferisca dignità e autorevolezza a questo settore cruciale del servizio pubblico.

La speranza è che questa non sia, una volta tanto, una sfida impossibile da vincere.

(*) docente presso il Corso serale - Progetto “Sirio” - dell'IISS "G. Marconi" di Bari
Articolo pubblicato su www.orizzontescuola.it

giovedì 17 novembre 2011

REGOLAMENTO CPIA, IL MALUMORE DEI SINDACATI!

Il 4 Novembre scorso si è tenuto l’ennesimo incontro tra MIUR e Sindacati in tema di istruzione degli adulti.
Dai report delle varie organizzazioni sindacali, emerge il loro malcontento circa il ritardo che subisce l’approvazione del tanto agognato regolamento sui CPIA e sul fatto che non vi siano sostanziali nuove notizie in merito. In particolare, la CGIL denuncia il sospetto che tutto ciò stia subendo il fermo da parte del Ministero dell’Economia e Finanze (insomma è solo una questione di soldi che non ci sono).
Noi non siamo dello stesso avviso né con lo stesso malumore. Il fatto che non sia già avvenuto il salto nel buio e che non si sia già “buttato il bambino con l’acqua sporca” ci fa ancora sperare che alla fine possa vincere il buon senso.
Intanto, come si dice, sono cambiate le condizioni al contorno. Negli ultimi anni scolastici, ed in particolare all’inizio di quello in corso, le scuole serali hanno subito tagli nettissimi con decimazioni di classi ed eliminazione di interi corsi. Tutto ciò è avvenuto, è bene sottolinearlo, con l’inerzia e sotto il silente sguardo dei nostri cari Sindacati che, a voler pensar male, hanno quasi goduto magari pensando che dalle ceneri della scuola serale poteva finalmente nascere il grande CPIA!
Ora la situazione è tale che, fra classi soppresse e corsi chiusi, quelli che rimangono lavorano in condizioni di sovraffollamento (classi da quaranta alunni) con grave danno per la qualità.
Insomma, se l’istituzione dei CPIA doveva servire a razionalizzare il settore, possiamo dire che lo scopo è venuto meno! Abbiamo già razionalizzato! Abbiamo già dato!

A questo punto qualcuno, magari il Sindacato:
  • Ci dovrebbe spiegare perché il regolamento dei CPIA rappresenterebbe un miglioramento giacché prevede ulteriori riduzioni di ore, di classi e di corsi.
  • Ci dovrebbe dire come può l’introduzione dei percorsi individualizzati e di un sistema di crediti, in un contesto di classi precarie e personale ridotto, essere un vantaggio per gli utenti adulti, che verrebbero certamente abbandonati a se stessi mentre invece hanno bisogno di essere accompagnati per mano nel loro percorso di istruzione.
  • Ci dovrebbe spiegare quanto possa essere utile per un adulto, che oggi raggiunge un diploma di pari dignità di quello del diurno frequentando un vero ISTITUTO, la ghettizzazione in un CENTRO organizzato su basi ragionieristiche e di sicuro basso profilo.
Siccome, dalla bozza di regolamento che conosciamo, è difficile dare risposte convincenti, allora o non sanno cosa sono le scuole serali o sono in mala fede.
Noi riteniamo che si debba voltar pagina e che l’idea dei CPIA sia fallita prima di nascere. Se poi l’obiettivo é creare il solito carrozzone, all’italiana, in cui tutti si tuffano allegramente a sperperare denaro pubblico, allora diremo che il tempo del “piatto ricco mi ci ficco” é finito!
Auspichiamo che il nuovo Governo Monti sia dello stesso avviso e ne tragga le giuste conseguenze.

Nazzareno Corigliano

venerdì 2 settembre 2011

LA CGIL È L’UNICA AD AUSPICARE IL VARO DEL REGOLAMENTO SUI CPIA!

Vi linkiamo il seguente articolo in cui la FLC-CGIL lamenta l’inquietante ritardo per l’approvazione del regolamento sui CPIA.

Noi condividiamo pienamente l’analisi della situazione, la denuncia dello scempio che stanno subendo i corsi serali con rilevanti tagli di organici, soppressione di classi e di interi corsi e con il concreto pericolo di sgretolamento dell’intero settore. D’altra parte abbiamo smascherato e denunciato (vedi i precedenti articoli) molto prima i veri obiettivi del Tesoro!

Non riusciamo proprio a capire, però, perché la FLC-CGIL si ostina a chiedere il varo di un regolamento verso il quale loro stessi hanno “espresso critiche rilevanti” e tutti i deputati dell’opposizione presenti in Commissione Cultura della Camera votarono contro la sua approvazione adducendone validissimi motivi e presentando controproposte che lo stravolgevano.

La spiegazione che con l’approvazione di tanto osteggiato regolamento si sarebbe comunque “proceduto a dedicare una istituzione scolastica all’istruzione degli adulti che, successivamente avrebbe potuto essere migliorata e resa sempre più rispondente alle sue finalità” non ci soddisfa per niente perché riteniamo che proprio questo criterio di procedere in modo raffazzonato ed approssimativo, con provvedimenti che hanno bisogno di riforma subito dopo il varo, sia la peggiore caratteristica della nostra Classe Politica!

mercoledì 6 luglio 2011

DA FOGGIA A CAGLIARI ALL’UNISONO: LA SCUOLA SERALE PUBBLICA NON SI TOCCA!

“I tempi sono maturi, la decisione è presa, si dia inizio allo scempio!”

Sembrano essere queste le parola d’ordine con cui, come appare ormai evidente, si è cominciata la messa in liquidazione della Scuola Serale Pubblica.
La strategia appare chiara, il piano impietoso. Si è cominciato con le scuole serali di Foggia dove, grazie ad un dirigente provinciale compiacente, con la mancata assegnazione delle classi prime, seconde e terze (“per salvare le classi diurne” sig!) si è deciso di chiudere le scuole serali nel giro di due anni. A Cagliari è in atto la stessa strategia. In molte scuole serali, “dirigenti” senza scrupoli, ricorrendo in modo capzioso alla legge sul limite massimo delle assenze, non hanno scrutinato, nonostante i giudizi positivi nelle varie discipline, alunni lavoratori per i quali erano certamente da adottare deroghe, al solo scopo di ridurre le classi per portare ad esaurimento i corsi.
Tutto questo avviene senza preavviso, adesso, quando nelle scuole sono rimasti i docenti impegnati in Commissione d’Esame di Stato.
Tutto è, artatamente, posto in essere quando appare più probabile che possano passare in silenzio i drammi di coloro che hanno perso un anno per le assenze e non per le competenze; quelli che non troveranno la propria classe l’anno prossimo; quelli che saranno costretti ad abbandonare gli studi o a rivolgersi alle scuole private abbondantemente foraggiate (250 milioni di euro) dallo stesso Stato che piange miseria per il settore pubblico. Tutti costoro facciano pure ricorso legale chiedendo il diritto allo studio negato, chiedendo i danni morali e materiali, chiedendo GIUSTIZIA! (...a questo Stato?).
L’allarme della collega Maria Tattoli da Cerignola è che nella provincia di Foggia, fuori da ogni logica e buon senso, si sia deciso di tagliare tutti i corsi fino alle quarte classi adombrando l’illusione che la scuola serale continuerà nei CPIA (in costruzione).
Quello che sta accadendo rasenta l’incredibile: i nostri amministratori regionali e i funzionari del MIUR (provveditori e direttori regionali) , in perfetto sincronismo tra di loro ma in palese controtendenza alla normale prassi burocratico-amministrativa, stanno applicando la “riforma” dei CPIA prima ancora che il Parlamento e il Governo ne approvino il Regolamento; infatti, mentre i primi si affrettano a istituirne alcuni, i secondi, nel contempo, provvedono a prosciugarne la linfa vitale (la scuola serale pubblica).
Rivolgiamo ai fautori dei CPIA una domanda: se i CPIA sono destinati a sostituire la scuola serale perché quest’ultima, anziché essere falcidiata, non è fatta confluire nella stessa istituzione?
Non pecchiamo di presunzione se azzardiamo la risposta stante la sua ovvietà: quanto sta avvenendo, altro non è che lo svelamento della politica dei CPIA consistente nell’azzeramento sistematico della scuola serale e dei CTP territoriali al fine di rimpiazzarli con questa sorta di AGENZIA provinciale per l’ORIENTAMENTO all’istruzione degli adulti (leggasi CPIA) avente, tra l’altro, l’obiettivo di incanalare gli adulti-studenti verso mirati centri di formazione sia pubbliche sia private, ivi comprese le scuole professionali gestite dai sindacati, veri burattinai di questa iniziativa, che opereranno senza controllo in un settore (qual è l’istruzione permanente degli adulti) che promette di essere un mercato molto “interessante”.
Noi continuiamo a ribadire con forza, anche a rettifica di alcune affermazioni che mi vengono erroneamente attribuite in una recente intervista su Tiscali.it, che i CPIA rappresentano una soluzione FALLIMENTARE per l’istruzione degli adulti, fin dalle premesse così come sono state impostate nel Regolamento, per fortuna, non ancora approvato. Nulla di buono può venire da un’idea improntata solo al taglio e alla riduzione. Nulla di buono può venire da un sistema che all’atto pratico rischia solo di marginalizzare il settore dell’Istruzione degli Adulti che è oggi una dignitosa realtà di molte scuole d’Italia.
È importante impedire che questo scempio venga esteso a tutte le Regioni d’Italia. Occorre unire quanti sono disposti a difendere la scuola, vero emblema di una società civile e moderna, nei fatti e non solo a parole. La scuola è un bene pubblico inalienabile e non dismissibile.

Siamo con Maria Tattoli che difende a tutti i costi la dignità del suo lavoro!
Siamo con i colleghi di Cagliari e con tutti coloro che difendono la scuola serale pubblica!
Con loro gridiamo:
- LA SCUOLA SERALE PUBBLICA NON SI TOCCA! –

Nazzareno Corigliano