martedì 4 dicembre 2012
sabato 17 novembre 2012
PER LA DIFESA DELLA PROFESSIONALLITÀ DEI DOCENTI E DELLA SCUOLA PUBBLICA, SABATO 24 NOVEMBBRE TUTTI A ROMA!
- abolizione degli scatti di anzianità;
- riduzione degli stipendi, già erosi dall’inflazione galoppante, con l’abolizione della vacanza contrattuale;
- blocco dei contratti con contestuale assurda e illegale pretesa di elevare il numero di ore frontali di lezione a 24, a parità di stipendio;
- pretestuosa introduzione della meritocrazia con il concorsone senza tener conto dei meriti di chi per anni come precario, nonostante l’abnegazione e l’attaccamento al lavoro, è stato letteralmente e indecorosamente sfruttato;
- indiscriminata e criminale continuazione della politica dei tagli alla scuola pubblica, in contro tendenza a quanto avviene nel resto d’Europa dove si capisce che la scuola è strategica per uscire dalla crisi.
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sabato, novembre 17, 2012
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giovedì 4 ottobre 2012
APPROVATO IL REGOLAMENTO!
- delle errate e superficiali analisi prese a giustificazione del provvedimento;
- delle chimeriche aspettative sull'efficacia del provvedimento;
- della palese incongruenza tra le aspettative e gli effettivi contenuti del regolamento.
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giovedì, ottobre 04, 2012
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lunedì 1 ottobre 2012
LETTERA APERTA AL MINISTRO PROFUMO!
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venerdì 7 settembre 2012
LE SORTI DELL’ISTRUZIONE DEGLI ADULTI IN BALIA DELLA SPENDING REVIEW
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venerdì, settembre 07, 2012
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mercoledì 8 agosto 2012
ULTIMO REGOLAMENTO: SI CHIUDE TRA TRE ANNI!
Lo scorso 2 Agosto, in un incontro con i Sinadacati, è stata presentata l’ultima versione del regolamento riguardante il varo dei CPIA (per scaricarlo cliccare su “regolamento”). Il documento è stato consegnato con la previsione che sarà discusso e approvato, in seconda lettura, dal Consiglio dei Ministri del prossimo 23 Agosto per essere poi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 Agosto (tempistica eccellente!).
Come si può facilmente capire, già da una rapida lettura, i contenuti sono peggiori del previsto e si conferma essere stato vano ogni appello al buon senso e al raziocinio.
Risultano evidenti:
la mera logica contabile tesa al taglio radicale come unico spirito guida del, così detto, rinnovamento;
l’atteggiamento punitivo e dissuasivo verso gli adulti che decidono di tornare in formazione;
la volontà di chiudere definitivamente i Corsi Serali (data stabilita per la “consegna delle chiavi” il 31 Agosto 2015)
l’assoluta mancanza di un disegno serio e funzionale capace di farsi carico, con reale efficacia, dell’istruzione degli adulti.
Ad esempio è punitivo e privo di lungimiranza continuare a negare il rientro in formazione a chi è già in possesso di un diploma, in quanto ovviamente bisognerebbe favorire in ogni modo la riqualificazione.
Ad esempio non è serio continuare a proporre un monte ore curriculare pari al 70% delle ore del diurno. Il 70% è solo un numero! Quando fu proposto (nella prima bozza di regolamento) al diurno le ore erano 36/38 e il 70%, pur rappresentando una pesante riduzione, lasciava comunque agli adulti 25/27 ore settimanali. Oggi, dopo la “riforma Gelmini”, le ore al diurno sono diventate 32 e continuare, ciecamente, a riproporre il 70% significa pretendere di formare diplomati con corsi di 22 ore settimanali. Ora, tutti coloro che insegnano nei corsi serali, sanno bene che, se attualmente 28 ore settimanali (con tutto il riconoscimento dei crediti formali e non formali del SIRIO) sono insufficienti a concludere i programmi, 22 ore sono semplicemente ridicole, con tutta la riorganizzazione, la modularità, la “trasfusione” e la “telepatia” che ci vogliamo mettere: è impossibile! A meno di far pagare agli utenti con una dilatazione dei loro tempi la riduzione dell’offerta. Pertanto facciamo appello ai Ministri del Consiglio di riflettere seriamente prima di approvare in seconda lettura! SI LEGGA!
Facciamo notare inoltre a tutti i colleghi la scelta dei tempi per l’approvazione di cotanto regolamento (ciliegina sulla torta) volutamente coincidente (dopo anni di attesa) con il periodo in cui le scuole non sono presidiate da quei lavoratori che più volte hanno chiesto di essere ascoltati (senza ricevere alcuna risposta) prima di ogni decisione allo scopo di apportare, con la loro esperienza sul campo, quelle correzioni capaci di evitare lo scempio.
Sia chiaro che non può bastare al Governo l’atto di aver consegnato ai Sindacati il regolamento. Tutti i sindacati CGIL, CISL, UIL e SNALS hanno accettato silenti questo regolamento, in qualche caso con compiacimento, unica la CGIL ha proferito una qualche blanda e insufficiente critica. Tutti si sono autoinvitati a prendere parte alla redazione delle linee guida ritenendo, a nostro avviso erroneamente, di poter intervenire in quella fase a raddrizzare ciò che è palesemente storto sin dalle fondamenta.
Noi diciamo con chiarezza che non ci sentiamo rappresentati da Sindacati che affrontano in tal modo il problema! E, se non vediamo cambiamenti di rotta, siamo pronti al ritiro delle deleghe.
Da questo momento siamo tutti allertati e pronti ad ogni ragionevole azione di contrasto atta a prevenire la morte della Scuola serale pubblica!
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mercoledì, agosto 08, 2012
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Etichette: bozza regolamento CPIA 4 agosto 2012, chiusura corsi serali, chiusura scuole serali
venerdì 20 luglio 2012
LIQUIDAZIONE DELLE SCUOLE SERALI: LO STILLICIDIO CONTINUA!
Siamo alle solite! Il caldo impera in un giugno-luglio tra i più torridi mai visti. Abbiamo da poco messo alle spalle l’anno scolastico 2011-2012 con l’ultimo sforzo dell’Esame di Stato sperando nel meritato riposo estivo. Ma la speranza è vana e non ci si può rilassare con le notizie dei pesanti tagli alle classi dei corsi serali che ci giungono ormai con puntualità in questo periodo in cui si delineano gli organici di diritto.
Così, da Torino, giunge la notizia che il cambio al vertice dell’USR Piemonte abbia portato un nuovo dirigente “mani di forbice”, tutto zelo e contabilità, che in un batter d’occhio ha deciso di falcidiare i corsi serali accingendosi a “potare” pesantemente le classi sino a compromettere, in molti casi, la stessa esistenza di un servizio storico e funzionante nella città emblema della classe operaia. Proprio dove, specialmente in periodi di forte crisi economica e occupazionale, si dovrebbe investire di più nell’istruzione degli adulti!
E da Ancona giungono le stesse allarmanti notizie!
Ma la doccia fredda arriva anche a noi, a Bari, inaspettatamente, con la decisione del dirigente provinciale dott. Lacoppola di non assegnare, per l’organico di diritto, tutte le classi prime dei corsi serali.
La motivazione è che dovendo tagliare 10 classi si è scelto di far pagare i “negletti” del serale (ciononostante il dott. Lacoppola vuole essere pure ringraziato per essersi opposto a tagliarne 35, come se fosse possibile per un funzionario statale disattendere a precisi ordini ministeriali e al contempo vantarsene (La Gazzetta del Mezzogiorno di Bari del 27/06/2012); la verità, secondo noi, è che egli non ha potuto fare di più pur avendo avuto carta bianca!).
La stessa logica incostituzionale e fortemente discriminatoria che avevamo rimproverato appena un anno fa al dirigente provinciale di Foggia (ricordate il caso Cerignola e la lotta condotta, tra gli altri, dalla collega Maria Tattoli).
Quindi, un film già visto! La storia si ripete a conferma di un preciso piano di lenta ma continua dismissione della Scuola Serale Pubblica con la tattica del “consumo a piccoli morsi” allo scopo di non turbare molto l’utenza e i lavoratori del settore. Nel pressoché totale silenzio e nell’assoluta immobilità dei Sindacati (che in questo caso si sono limitati ad informare asetticamente i propri iscritti relegando la notizia tra le “news” (vero???!!!)).
A nulla sembrano valere gli accorati appelli, affinché non si chiudano le scuole serali, rivolti al Presidente della Repubblica, come quello del Sig. Nicola Papagna di Bari (La Gazzetta del Mezzogiorno del 7 luglio 2012 pag. 24).
Nazzareno Corigliano
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venerdì, luglio 20, 2012
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venerdì 27 aprile 2012
CAGLIARI: LA GIUSTIZIA TRIONFA!
Con immenso piacere e vivo compiacimento, pubblichiamo una sentenza del TAR della Sardegna (per leggerla o scaricarla cliccare sul seguente link sentenza TAR Sardegna del 25/01/2012), che, FINALMENTE, reca giustizia agli alunni del corso serale dell’Istituto Pertini di Cagliari e ai loro docenti, ingiustamente discriminati da dirigenti che, senza scrupolo alcuno, avevano deciso di sopprimere classi intere in offesa alle più elementari Garanzie Costituzionali!
Già a luglio 2011, con un articolo sul nostro blog, avevamo allertato sull’inizio della messa in liquidazione della Scuola Serale Pubblica con i casi più eclatanti di Foggia e Cagliari dove si tagliavano intere classi nei corsi serali, nonostante la numerosa presenza di alunni (più che rispondente ai limiti di legge), con la discriminatoria giustificazione che era “per salvare le classi diurne”. Ritenevamo allora che tale strategia di svuotamento della scuola serale discriminava gli alunni (considerandoli di serie B e non degni degli stessi diritti di cittadinanza), discriminava i docenti che avevano, con passione, deciso di prestare la loro opera in questo settore, ed era fortemente lesivo del diritto allo studio. Perciò invitavamo alunni e colleghi ad avviare “ricorso legale chiedendo il diritto allo studio negato, chiedendo i danni morali e materiali, chiedendo GIUSTIZIA! (...a questo Stato?)”.
Gli alunni e i docenti del corso serale dell’Istituto Pertini di Cagliari, vittime di tanta palese illegalità, decisero di ricorrere al TAR della Sardegna e, a distanza di meno di un anno, è arrivata questa splendida ed esemplare sentenza che, ovviamente, accoglie le ragioni dei ricorrenti e condanna l’Amministrazione al pagamento delle spese, al risarcimento e a ristabilire la situazione esistente prima dei tagli, compreso il quadro dell’organico che, nel frattempo, era stato costretto a mutare.
Noi ringraziamo alunni e docenti del corso serale del Pertini di Cagliari per averci dato l’esempio positivo! Per averci ridato la speranza che, in questo Paese, le ragioni possano essere ancora riconosciute e la GIUSTIZIA possa essere ancora chiesta ed ottenuta!
Ora, se da un lato, in questa vicenda, sono stati decisivi e non sono mancati spirito di lotta, determinazione e solidarietà tra alunni e docenti, dall’altro, ci chiediamo dov’erano i “rappresentanti e difensori ufficiali dei lavoratori CGIL-CISL-UIL” i quali non hanno mosso un dito mentre insistentemente, come di recente, continuano a chiedere incontri urgenti al MIUR per discutere sull’avvio dei CPIA, poiché non vedono l’ora di far partire il CARROZZONE!
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venerdì, aprile 27, 2012
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venerdì 13 aprile 2012
RESOCONTO SU CONVENTION PRO CPIA IN PUGLIA
Si è tenuto a Bari, dal 19 al 21 Marzo 2012 presso l’IPSAR “A. Perotti”, un corso di formazione e aggiornamento per i docenti del CTP e dei corsi serali delle Scuole Secondarie Superiori denominato SOFIA (Strumenti, Organizzazione e Funzione dell’Istruzione degli Adulti).
Tale corso, promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia - UFFICIO VII - Ambito Territoriale per la Provincia di Bari congiuntamente con il Liceo scientifico “O. Tedone” di Ruvo di Puglia e in collaborazione con l’Ufficio II dell’USR per la Puglia ha visto la partecipazione di docenti di CTP e Corsi Serali provenienti da tutta la Regione.
A sentire i numerosi colleghi che hanno partecipato ai lavori, però, nel convegno la formazione ha fatto la parte di Cenerentola poiché, in realtà, più che di un corso di formazione si è trattato di una vera e propria convention (in stile aziendale) per promuovere i CPIA che sono stati presentati –e qui il doppio senso è voluto- come la "soluzione tombale" dei problemi dell’IDA.
All’euforia evidentissima dei promotori per aver organizzato un evento che è riuscito a catalizzare l'interesse di numerosi docenti e presidi impegnati nell’IDA, ha fatto però da contrappeso l’incertezza manifestata dai vari relatori del corso circa l’avvio dei CPIA che, come è noto a tutti, non possono essere attivati fino a quando non viene emanato l’ormai famoso “Regolamento sui CPIA”.
Questo senso di incertezza si poteva cogliere soprattutto dalle parole del vice direttore dell’USR Puglia, dott. Ruggiero Francavilla - chiamato a relazionare sul tema “Organizzazione dei CPIA: il contesto normativo di riferimento e regolamento” - di cui, come vi avevamo promesso, riportiamo, per correttezza, l’intero intervento e per l’autorevolezza del relatore e per scongiurare possibili fraintendimenti del suo pensiero. (per leggerlo clicca qui)
Abbiamo scelto di riportarvi questo intervento perché, nella sua totalità, appare significativo del tenore dell’intero evento e degli scopi meramente promozionali, con cui si è deciso di spendere il denaro pubblico, celandoli, maldestramente, sotto la tipologia di “Corso di aggiornamento per docenti”.
Tuttavia, tre sono gli aspetti fondamentali dell’intervento che ci sentiamo di segnalare, invitando i lettori alla riflessione:
L'obiettivo della riforma non è quello di potenziare il settore dell’istruzione degli adulti bensì quello di ridimensionarlo, ciò viene ribadito nell’intervento del dott. Francavilla nei seguenti passi:
<< Come si fa a determinare se un CPIA può essere o meno istituito… –omissis–. Questo vuol dire che noi dobbiamo andare ad individuare il numero degli alunni che costituiscono il CPIA per vedere se può… e in questo c’è qualcosa nel Regolamento in questa bozza, come la dobbiamo chiamare perché non è stata pubblicata, e poi c’è stata una nota della Direzione Generale della istruzione post secondaria […] allora, per determinare questo numero bisogna riferirsi agli alunni scrutinati e ammessi agli esami finali del 2° ciclo –quinta classe-, per i CTP bisogna riferirsi ai titoli finali conseguiti –scuola primaria e secondaria di 1° grado- e più le certificazioni rilasciate –soprattutto con riferimento agli studenti immigrati- per come dire per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione -c’è pure anche là un modello di certificazione, come voi sapete, che è stato approvato nel 2010- questa somma di alunni in questa situazione sono quelli che ci dicono se il CPIA ha quel minimo di 600 alunni >>.
<< Le dotazioni organiche per quanto riguarda i percorsi di 1° livello, il testo originario prevedeva una dotazione pari a 10 docenti per ogni 120 studenti, ora, adesso, lo hanno elevato e lo hanno portato, mi pare, a 160, però non conosciamo il testo finale, magari ci troviamo 200 non lo so o ci fanno uno sconto >>.
<< Per quanto riguarda invece i percorsi di 2° livello anche qui la proporzione che prevedeva il testo originario era identica: un docente per ogni dodici allievi. Chiaramente questi dieci docenti per i 120 allievi del 1° livello devono provenire da tutte, diciamo, le discipline quindi le classi di concorso cui fanno capo i quattro assi culturali, sostanzialmente,che servono per assolvere l’obbligo di istruzione, quindi l’area storico-sociale, scientifico-matematica, linguistica, ecc. ecc.. La settima commissione però che era stata -della Camera dei Deputati- che era stata chiamata a esprimere il parere il 3 marzo 2010, il suo parere lo ha dato sostanzialmente, se ricordo, a novembre di quell’anno e ha fatto alcune osservazioni. Ha detto innanzi tutto…, ha fatto delle osservazioni, come dire, diciamo, un po' […], un po' pleonastiche che potremmo dire bisogna raccordare questi percorsi con la riforma del 2° ciclo che nel frattempo era entrato in vigore col DPR del 15 marzo 2010 e questo è un fatto quasi scontato, poi, dicevano, anche i percorsi di 2° livello devono essere attuati attraverso accordi di rete tra CPIA e gli istituti di 2° grado >>.
Si può evincere da queste frasi che l’organico dei CPIA sarebbe costituito non solo con un ridottissimo numero di docenti (sicuramente molto meno di quanto non lo sia attualmente) ma anche con soli docenti dei CTP e con qualcuno del biennio dei corsi serali, escludendo pertanto tutti i docenti che insegnano nei trienni –i quali si troverebbero costretti a passare ai corsi del diurno- perché i percorsi di 2° livello devono essere attuati attraverso accordi di rete tra CPIA e gli istituti di 2° grado. Se tutto questo non significa distruzione delle scuole serali e, in particolare, dei corsi Sirio e Aliforti, siamo in attesa di smentite e/o chiarimenti.
Benché il dott. Francavilla riconosca che per raggiungere e centrare gli obiettivi posti dall’Unione Europea occorre investire in istruzione (“...ma tutti lo dicono e nessuno lo fa!...”). In modo, a nostro avviso contraddittorio, auspica a più riprese il drastico accorciamento del tempo scuola per gli adulti, ponendolo quasi come una necessità impellente voluta dagli stessi utenti. Ciò è falso e dolosamente errato. Chi, come noi, lavora in questo settore, sa molto bene che spesso gli alunni chiedono tempi supplementari di apprendimento. Spesso ci chiedono, dopo il diploma, un sesto anno per approfondire temi che non si è riuscito a trattare compiutamente nel tempo che oggi mettiamo loro a disposizione. Noi sappiamo che i nostri alunni hanno bisogno di essere accompagnati per mano nel processo di apprendimento che è faticoso, la nostra specializzazione proprio consiste nel saper guidare e incoraggiare persone che hanno bisogno dei loro tempi per riprendere gli studi dopo anni di abbandono. Una maggiore efficacia dei nostri percorsi la potremmo raggiungere sicuramente con più mezzi e non con meno tempo. Non è che per far diventare tecnici, Periti, Geometri, ecc., i nostri alunni adulti, in 3 anni invece che in 5 è sufficiente che lo stabiliamo per legge! Altrimenti stabiliremmo per legge di essere più bravi, più belli e immortali! Con questo ci sentiamo di rispondere anche al dott. P. Calaminici (IRRE Torino) il quale, in questa occasione, è venuto a venderci il suo progetto POLIS che, sperimentato in Piemonte, si caratterizza come strumento di “elargizione diplomi” alla stregua dei diplomifici privati (2, 3, 4, 5 anni in uno!) con grande compiacimento-tornaconto di qualche furbetto del quartiere e qualche politico locale. Noi non ci stiamo, siamo per la qualità e la serietà degli studi!
La conclusione cui giunge il dott. Francavilla, quando si interroga:<< La domanda finale è proprio questa: "Se ci fossero davvero, nel Regolamento definitivo, tutte queste modifiche, che possono essere anche, voglio dire, condivisibili eh, ma c’era bisogno, diciamo, di mettere in piedi, diciamo, tutta questa struttura dei CPIA che non riescono nemmeno a partire?". Forse queste cose, diciamo, queste attività che diventano adesso di competenza dei CPIA probabilmente le potevano, anche, svolgere i CTP come abbiamo fatto noi, soprattutto, con il percorso della seconda opportunità>>. La condividiamo e la facciamo nostra. Noi siamo da tempo giunti alla stessa conclusione sia pur partendo dalla parte opposta, e cioè, non perché il regolamento è stato sminuito (secondo il pensiero del nostro relatore) ma perché tutta la manovra costruttiva del carrozzone CPIA è fallimentare, vuota, dispendiosa ed inutile!
A questo punto rivolgiamo un accorato appello ai nostri decisori, ed in particolare al nuovo Governo: se davvero si vuole ottimizzare il settore dell’IDA, occorre abbandonare la politica dei tagli e delle dismissioni, lo Stato non può rinunciare a questo settore strategico, bisogna partire da ciò che di buono c’é già, valorizzandolo. Si inizi, con un atto di umiltà ma di sicuro buon senso, ad interpellare chi nelle scuole serali ci lavora e l’Istruzione degli Adulti la fa da anni con passione, professionalità e coscienza! è molto probabile che possiedano il know-how del settore.
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venerdì, aprile 13, 2012
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venerdì 30 marzo 2012
LETTERA DI UNA PARTECIPANTE AL CORSO SOFIA
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venerdì, marzo 30, 2012
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domenica 18 marzo 2012
QUESTIONI DI TEMPO. LA SCUOLA SERALE AI TEMPI DI GROUPON.
- inserirsi in qualunque anno di corso e contare su percorsi individualizzati;
- operare il riconoscimento dei crediti didattici realmente posseduti;
- valorizzare i percorsi, anche parziali, di istruzione formale e/o informale;
- modularizzare i contenuti delle materie per garantire l’accumulo individuale dei crediti scolastici;
- utilizzare le nuove tecnologie, in primo luogo la FAD, per garantire solidi ancoraggi a frequenze scolastiche forzatamente irregolari;
- fare un percorso regolare, quando necessario, come lo è per la maggior parte degli studenti.
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domenica, marzo 18, 2012
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